Il futuro delle associazioni di volontariato si basa sulla capacità di evolvere da semplice aiuto spontaneo a pilastro strategico del welfare, integrandosi con istituzioni e profit. Le sfide includono il calo della partecipazione, la necessità di formazione professionale e la digitalizzazione, per continuare a generare valore sociale, relazioni e fiducia.
Principali tendenze e sfide per il futuro:
Riforma del Terzo Settore (ETS): Dal 1° gennaio 2026, il nuovo regime fiscale diventa pienamente operativo, segnando la fine delle Onlus e imponendo l’iscrizione al RUNTS per le agevolazioni.
Calo della partecipazione: I dati ISTAT (2025) mostrano un calo del volontariato organizzato (-3,6 punti percentuali dal 2013), rendendo necessario attirare nuove fasce di età.
Volontariato aziendale: In crescita, con aziende che promuovono il coinvolgimento dei dipendenti nel sociale, anche con supporto virtuale.
Necessità di reti collaborative: Il futuro richiede maggiore collaborazione tra associazioni, istituzioni e imprese per affrontare sfide sociali e sanitarie complesse.
Formazione e competenze: Cresce la necessità di volontari competenti, superando la sola buona volontà per garantire servizi di qualità.
Innovazione Sociale: L’impegno si concentra su nuove forme di solidarietà e obiettivi di sviluppo sostenibile.
Il volontariato rimane fondamentale non solo per i servizi, ma per la capacità di creare relazioni umane e combattere la solitudine